Festival della Sicurezza 2026: dare forma alla sicurezza internazionale
Come si costruisce la nuova immagine di un evento senza perdere il legame con ciò che è stato fatto prima?
È stata questa la premessa del lavoro per la seconda edizione del Festival della Sicurezza, promosso dalla Fondazione Vittorio Occorsio. Il brief chiedeva di partire dall’identità visiva sviluppata per la prima edizione, conservarne la riconoscibilità e portarla verso il nuovo tema del 2026: “Sicurezza Internazionale”.
Nel 2025 il Festival era dedicato a “Proteggere il futuro”. In quell’occasione avevo costruito un globo come un mosaico, sul quale intervenivano elementi dorati. Il gesto visivo suggeriva protezione e cura: il pianeta come qualcosa di cui assumersi la responsabilità.
Quest’anno il mondo rimane al centro, così come rimangono la palette e alcuni elementi del linguaggio grafico. Ma cambia il significato dell’immagine.
Il globo si trasforma in una rete di connessioni, attraversata da lucchetti. Un simbolo immediatamente associabile alla sicurezza, che però non volevo utilizzare soltanto come metafora della difesa.
Parlare di sicurezza internazionale significa infatti parlare anche di relazioni, equilibri, istituzioni, cooperazione, responsabilità e connessioni tra Paesi e persone. La rete permette di spostare lo sguardo dal singolo elemento all’intero sistema: ogni punto è collegato agli altri e la sicurezza dipende anche dalla tenuta di queste relazioni.
Ed è qui che entra in gioco un piccolo dettaglio del visual.
Perché il lucchetto è aperto
Il lucchetto in primo piano non è chiuso.
È una scelta discreta, ma intenzionale. Perché sicurezza non significa necessariamente chiusura.
Un lucchetto aperto continua a parlare di protezione, ma introduce contemporaneamente l’idea di dialogo e confronto. Suggerisce la possibilità di proteggere senza isolare, di costruire strumenti di tutela senza trasformare il mondo in qualcosa da blindare.
Nel visual convivono quindi due concetti che possono sembrare opposti e che invece non devono necessariamente esserlo: sicurezza e apertura.
È proprio questa relazione a diventare il nucleo dell’immagine progettata per l’edizione 2026.
Continuità non significa ripetizione
Il progetto nasce anche da un’altra questione che considero importante quando un’identità deve accompagnare un evento nel tempo.
Non si trattava di replicare il visual precedente, ma neppure di abbandonarlo per ricominciare da zero. Il globo, i colori e il family feeling rimangono riconoscibili; cambiano invece la costruzione dell’immagine e il significato che questa deve veicolare.
L’identità del Festival può così evolvere insieme ai temi affrontati, mantenendo una propria continuità visiva e lasciando, allo stesso tempo, a ogni edizione uno spazio autonomo.
È questo il principio che ha guidato il progetto: partire da un linguaggio già costruito e farlo evolvere per dare forma a un significato nuovo.
Festival della Sicurezza 2026 – Sicurezza Internazionale
Fondazione Vittorio Occorsio
Cagliari, settembre 2026
Visual identity e progetto grafico: SCH_STUDIO







